homepage / Istitituzionale / Zone umide
invia   PRINT_PAGE

Progetto Dyn-Alp per la conservazione delle zone umide - Report del lavoro svolto a Ostana

Le zone umide sono generalmente intese come qualsiasi tipo di ambiente in cui l’acqua ricopre il suolo o si trova negli strati superficiali del terreno. Questi ambienti sono importanti per diversi motivi:

Dal punto di vista biologico e naturalistico, le zone umide sono caratterizzate da un alto livello di biodiversità e costituiscono l’habitat ideale per moltissime specie animali e vegetali, talvolta rare;

Dal punto di vista ricreativo, educativo e culturale, le zone umide si prestano a numerose attività legate al turismo sostenibile e consapevole, sfruttando il grande patrimonio naturalistico e a volte storico legato a queste aree;

Le zone umide hanno inoltre funzione di regolazione dei fenomeni idrogeologici e climatici, attenuando l’effetto delle precipitazioni intense, contribuendo allaricarica delle falde acquifere e alla depurazione delle acque. Inoltre, tramite la fissazione di CO2, le zone umide contribuiscono alla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici

Dal punto di vista scientifico, le zone umide costituiscono dei “database” naturali unici: dall’esame dei profili pollinici custoditi all’interno dei suoli delle zone umide è infatti possibile ricostruire l’evoluzione climatica, ecologica e vegetazionale degli ambienti in cui queste zone si sono costituite.

Tuttavia, le zone umide sono caratterizzate da un'elevata fragilità e sono spesso minacciate dalle attività antropiche: occorre quindi tutelare e salvaguardare questi ambienti tramite lo studio e l'applicazione di appositi criteri e piani gestionali. Per questo motivo, la rete di Comuni di "Alleanza nelle Alpi", nell'ambito del progetto Dynalp Nature 2013-2016,ha previsto una specifica azione per la tutela degli ambienti umidi, denominata "Conservazione, restauro e valorizzazione delle zone umide".

Il progetto è stato finanziato dalla Fondazione Pancivis (Liechtenstein) e dai diversi enti coinvolti, facenti parte di Alleanza nelle Alpi: il Comune di Budoia (Italia), Chambérymétropole (Francia), la Comunità di Primiero (Italia), il Comune di Krumbach (Austria), il Comune di Saint Martin de Belleville (Francia) ed il Comune di Ostana.

Per quanto riguarda Ostana, gran parte delle zone umide presenti sul territorio del Comune è interessata dalle attività pastorali, e in alcuni casi l’eccessiva - o la non razionale - frequentazione da parte del bestiame ha causato il degrado di queste aree e l’insorgenza di fenomeni erosivi. In altri casi, la realizzazione di piccole derivazioni da parte dei conduttori d’alpeggio a partire da zone umide per la realizzazione di punti di abbeverata per il bestiame ha, da una parte, variato il ciclo idrico di queste aree e delle aree a valle, mentre dall’altra la mancanza di un’adeguata gestione e dotazione di tali derivazioni  ha causato danni puntuali dove questi punti di abbeverata sono stati inseriti, con un generale degrado della cotica erbosa e della qualità foraggera. Allo stesso tempo, si nota sull’intera superficie pascolabile del Comune un decadimento generale della qualità foraggera accompagnata da una perdita di biodiversità, dovuta ad una gestione non razionale del bestiame: in particolare, le porzioni di pascolo meno utilizzate si stanno gradualmente trasformando in formazioni arbustive o arborate, mentre la vegetazione di aree eccessivamente frequentate si sta evolvendo verso comunità vegetali nitrofile.

Gli scopi del progetto sono stati perseguiti prevalentemente attraverso l’impostazione di un nuovo modello di gestione pastorale sul territorio di Ostana: si è quindi cercato di soddisfare la necessità degli allevatori di disporre di punti di abbeverata adeguati e facilmente raggiungibili dal bestiame, garantendo allo stesso tempo uno sfruttamento razionale delle risorse idriche senza arrecare danno al valore naturalistico ed ecologico delle zone umide e delle superfici pastorali. A tal proposito è stato condotto un rilievo delle superfici pastorali sulle proprietà comunali, con l’individuazione delle zone umide presenti e lo studio delle criticità dal punto di vista della gestione pastorale. La caratterizzazione delle superfici pascolive è stata infatti propedeutica ad una ottimale pianificazione delle azioni da intraprendere ai fini progettuali: sono quindi state acquistate delle nuove attrezzature per l’abbeverata, comprensive di vasche a livello costante, le quali sono state posizionate nei punti prestabiliti.

Parallelamente alle azioni di carattere gestionale, sono anche state intraprese delle attività di valorizzazione delle zone umide dal punto di vista ricreativo ed educativo. In primo luogo, per i più piccoli è stato realizzato il “progetto Galaberna”, un programma di educazione ambientale atto a sensibilizzare i bambini della scuola primaria alla conoscenza del territorio, con un focus sugli ambienti umidi e la relativa flora e fauna. Sono inoltre state organizzate delle escursioni rivolte ad un pubblico adulto, con il coinvolgimento dell’Associazione Universitaria Studenti Forestali di Torino e la Società Botanica Italiana.

In particolare, nell’ambito dell’escursione di ricerca floristica  della Società Botanica Italiana del 2014, è stata organizzata un’uscita incentrata sugli ambienti umidi di Ostana: i rilievi effettuati hanno rivelato la presenza di numerose specie di interesse botanico, tra le quali si può far cenno alla Menyanthes trifoliata, relitto dell’ultima era glaciale, edalle piante carnivore appartenenti ai generi Drosera e Pingucola.


 


torna su